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Il Battistero

Il Battistero erge la sua struttura ottagonale accanto alla Cattedrale a chiusura del lato sud della piazza. Costruito nel 1167 e una delle più interessanti architetture tardoromaniche a pianta centrale, collocandosi si a cronologicamente che stilisticamente tra i battisteri di Firenze e di Parma. In origine interamente in cotto. presentava una spessa cortina muraria alleggerita da monofore e bifore, scandita verticalmente da cordonature e da contrafforti speronati agli angoli, come e dato ancora vedere nella parte destra e posteriore. In alto chiudeva sobriamente la fabbrica un fregio ad archetti peli sii i, tipico dell’ architettura romanico-lombarda. Gli altri elementi che riscontriamo sono frutto dei vasti lavori di ristrutturazione che l’edificio subì nel corso a partire dal 1533 ad opera soprattutto di Sebastiano Nani e di Gabriele e Francesco Dattaro. Allora infatti i lati no e ovest vennero rivestiti di pietra calcarea rosa e grigia in armonia col prospetto del Duomo, mentre all’unico ingresso lasciato aperto verso la piazza (originariamente le porte d’accesso erano tre) fu addossato un protiro retto da leoni stilofori, opera di A. Nani e P. Capra del 1588. Ma l’intervento più massiccio riguardo la primitiva loggetta superiore con torresini, sostituita con l’attuale galleria a pilastrini sormontata dalla fascia ad oculi. Su questi rialzi si imposto il nuovo tetto inglobante la copertura originaria e culminante nella lanterna ottagonale sulla cui sommità fu posta la statua in bronzo dell’Arcangelo Gabriele. La figura (oggi sostituita da una copia) impugna una croce datata 1369 con i nomi del Fabbricere della Cattedrale e del Podestà a sottolineare il significato di rappresentatività civile, oltre che religiosa, dell’edificio, ma la scultura è databile tra XII e XIII. Nella parte posteriore del battistero va segnalata un’interessante curiosità: su uno degli speroni sono incisi nel basamento le forme modello della tegola e del mattone in uso nei cantieri cremonesi, in quanto nel Medioevo in questa piazzetta si teneva il mercato dei laterizi.

All' interno si apre la maestosa, ma sobria e severa spazialità romanica che un recente restauro ha restituito nella pienezza dei suoi valori. Ciascuna delle otto pareti reca una sequenza di tre archi retti da colonne con capitelli a motivi vegetali stilizzati; lo stesso ritmo temano si propone ai livelli superiori dove la massa muraria e svuotata in ogni lato da tre bifore suddivise in due ripiani di gallerie alternate a tre semplici fregi di archetti pensili; sovrasta ogni cosa la grande cupola in cotto a otto spicchi. priva di articolazioni e con la sola apertura della lanterna centrale. L’architettura, apparentemente semplice, sembra salire senza sforzo: in realtà e assai complessa nascondendo una struttura non visibile sia raggiungibile attraverso le scale a chiocciola che salgono nell’intercapedine della muratura fino al tetto.

Interessante è anche l’architettura della cupola ad otto spicchi su cui poggiano infatti sequenze di fornici disposti in senso radiale i quali, rastremandosi, si congiungono nella lanterna alla cupola propriamente detta che ha profilo a sesto rialzato e che ha fatto parlare di pre-corrimenti gotici. Ovunque domina il paramento in cotto il cui accurato trattamento rivela un’alta maestria nell’arte edilizia, cui si aggiunge una notevole sapienza nel connettere masse articolate a nitide superfici.

Contrastano con lo spirito dell’architettura, prossimo alla povertà ‘trtcrceuse, gli interventi cinque e seicenteschi di ristrutturazione e di arredo liturgico. Oltre al rifacimento della pavimentazione (1561), L. Trotti nel 1531 eresse il fonte battesimale ottagono in marmo rosso di Verona. Ma fu soprattutto la visita pastorale di Carlo Borromeo nel l575 a provocare la modifica della funzione originaria dell’edificio: trasferito il rito battesimale in Duomo e chiusi i due ingressi laterali rispetto alla piazza, si procedette alla costruzione degli altari e della cantoria. Queste opere, pure esteticamente in contrasto con la sobrietà del monumento, non sono prive di interesse in quanto testimoniano la forte tradizione artistica cre­monese nel campo dell’intaglio ligneo. Si vedano in particolare l’altare di S. Biagio, a destra dell’ingresso, e a sinistra l’ancona bertesiana tardoseicentesca dell’Addolorata, mentre l’altare centrale reca un grande Crocifisso ligneo del 300. Le statue settecentesche di S. Filippo Neri e S. Giovanni Battista, (ora in palazzo vescovile) come pure la monumentale cantoria, sono dello scultore G. Chiari. Un nuovo progetto dovrebbe tra breve utilizzare il monumento come percorso museale.

Il Battistero si trova in
Piazza del Comune - 26100 Cremona

 
 
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