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Breve storia di Cremona

Origini e l’età romana
L’agglomerato urbano di Cremonium (Cremona) ha origini celtiche ma la sua fondazione avvenne per mano romana dopo la guerra tra Roma ed i Galli nel 218 a.C. ed unitamente alla colonia gemella di Placentia (Piacenza).
La città, come dice Tacito nelle sue Historiae, fungeva da baluardo contro i Galli che premevano al di là del Po e contro tutte le popolazioni provenienti dalle Alpi. La città sorse su un dosso ubicato in un'ansa pianeggiante del Po. Questa scelta fu dettata anche da ragioni militari, svolgendo la funzione di “barriera” e di via d’accesso ai territori a sud del fiume.
La città, alle sue origini, occupava una superficie di circa 25 ettari ed ospitava 6.000 abitanti. Nell'anno 89 a.C. la città venne eretta in “Municipium” e la sua espansione la rese un centro urbano di primo livello, con importanti vie di comunicazione: Via Postumia, con un primo tratto che congiungeva Cremona ad Aquileia ed un secondo, costruito successivamente, univa Cremona a Genova. Le ulteriori direttrici che portavano a Bergamo e Brescia, contribuirono a trasformare la città in un importante centro di comunicazioni terrestri e navali, grazie alla navigabilità del Po.
Con la morte di Cesare, e le successive vicende politiche, la città di Cremona venne violentata. Nel 40 a.C. subì una confisca delle terre che passarono dalla proprietà dei vecchi coloni, schieratisi con Bruto e la classe senatoriale, agli “amici” di Augusto.

Età augustea
In età augustea la città si espanse ulteriormente e la sua importanza crebbe: scelta da Virgilio come città presso la quale terminare i suoi studi giovanili, a Cremona nacquero anche personaggi di spicco dell'epoca, come il poeta Furio Bibaculo, il letterato Quintilio Varo ed il giurista Alfeno Varo.
Nel 69 d.C. il territorio cremonese fu lo scenario della guerra tra Vitellio ed Ottone, entrambi acclamati imperatori dalle rispettive legioni. Vitellio sconfisse Ottone ma un successivo conflitto scoppiato tra Tito Flavio e Vitellio vedrà la sconfitta di quest'ultimo. Seguì un lungo assedio da parte delle truppe flaviane, la città venne occupata e messa a ferro e fuoco.
Purtroppo Cremona cominciò a perdere d'importanza a causa dei continui conflitti. Rimane, comunque, una delle città più belle e ricche.

Dal cristianesimo al medioevo
Con la partecipazione del Vescovo di Cremona, nel 451, al famoso sinodo di Milano, ebbe inizio la diffusione del cristianesimo presso la città.
La città, facilmente raggiungibile dal fiume e dalle Alpi, vide il passaggio di condottieri barbari sino al 553, anno in cui venne inglobata nell'Esarcato bizantino di Ravenna: la città si espanse verso nord-ovest, con la creazione di un grande campo trincerato.
Nel frattempo il paesaggio circostante cambiava, con il Po che si era spostato più a sud, allontanandosi da Cremona, mentre un braccio minore dell'Adda raggiunse i confini della città.
Nel 603, dopo un difesa durata trentaquattro anni, la città venne conquistata e distrutta da Agilulfo: il territorio fu diviso tra Brescia e Bergamo.
Nel secolo VIII, sotto la guida di Liutprando, la città tornò a rifiorire, tornando a godere nuovamente del suo storico benessere.

Le due città
A quel tempo Cremona era composta da due città: la Cremona “infra muras” governata dal Vescovo e quella “extra muras“, sviluppatasi sul campo trincerato bizantino. In epoca carolingia il porto commerciale, che risiedeva nell’extra muras, diede un notevole contributo alla prosperità economica. Cremona ricevette la concessione di numerosi privilegi imperiali nei secoli IX e X che determinarono un'ulteriore crescita.

Il Comune
Nel 1093 Cremona, già libero comune, aveva aderito ad un trattato di protezione, stipulato tra la Contessa Matilde di Canossa e le città di Piacenza, Lodi e Milano.
Cinque anni dopo, nel 1098, Cremona ricevette il possesso dell'Isola Fulcheria: area che comprende Crema e le località vicine. Ciò costituì un nuovo sviluppo urbanistico. Sempre nel 1098 la città venne dotata del complesso della Piazza del Comune, testimonianza degli ideali civili e religiosi dell'epoca.
Quando Crema si ribellò ed ottenne l'appoggio di Milano, a causa della politica del Comune di Cremona, la città si dimostrò il più potente fra i Comuni Lombardi: Cremona riuscì a contenere l'espansione di Milano. Nel 1154 la città ottenne il diritto di battere moneta.
A fianco di Federico II di Hohenstaufen, conosciuto come Barbarossa, durante gli assedi di Crema del 1160 e di Milano nel 1162. Il rapporto venne interrotto nel 1167, con l'adesione alla Lega Lombarda. Con la Pace di Costanza, firmata nel 1183, Cremona tornò nuovamente fedele all'Imperatore, proseguendo la lotta con l’odiata Milano. L'11 maggio del 1213, presso Castelleone, i Cremonesi riportarono una nuova e schiacciante vittoria sui Milanesi.
Nel XIII secolo la città raggiunse una popolazione urbana pari a 80.000 persone (nel 2003 circa 60.000). Questo incremento si mantenne fin verso il 1400. Durante la prima metà del 1200 Cremona era fedele a Federico II, il quale vi soggiornò parecchie volte. Dopo la morte di Federico II, la città entrò in un periodo di guerre interne per passare a Signoria. Cremona non riuscì a fronteggiare le esigenze di una trasformazione da Libero Comune a Signoria.
Si susseguirono brevi e deboli Signorie sotto la guida di Uberto Pallavicino (1250), Buoso da Dovara (1254), Guglielmo e Giacomo Cavalcabò (1307 e 1315). Tale debolezza portò la città ad entrare nell'orbita politica ed economica di Milano. Nel 1334 con l'atto di sottomissione, Cremona passò sotto la guida di Azzone Visconti. L’aggregazione alla Signoria Viscontea trasformò il porto cremonese, passando da struttura commerciale a base navale e militare.

La vendita e la crescita
Nel 1420 Cremona venne venduta a Filippo Maria Visconti per 40.000 fiorini d'oro. La dominazione viscontea risultò molto vantaggiosa: nel 1441, nella chiesa di S.Sigismondo, Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, si unirono in matrimonio. L’amore di Bianca Maria per Cremona assicurarono un lungo cinquantennio di ulteriore prosperità e crescita per il centro urbano.

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