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I prodotti tipici

 I risotti e le minestre
Cremona non è provincia risicola, ma risottiera. Non si può allora non gustare il risotto con le salamelle, con i funghi chiodini, con le ortiche, con le rane, solo per fare qualche esempio. Al culto del risotto bisogna poi aggiungere le minestre all'insegna di riso e verze, riso e rape, riso e fagioli, riso con fegatini di pollo.
 Il cotechino e gli insaccati
Non meno succulenti sono i secondi. Gli insaccati: celebri il salame cremonese, il cotechino e lo zampone, raccontano di una civiltà contadina che aveva nel maiale la sua massima ricchezza. Il salame tradizionale cremonese, morbido, con sentore d'aglio, è meritata mente famoso. Il cotechino e il salame da pentola sono gli altri insaccati che nelle fredde giornate invernali portano sulla tavola il sapore fragrante ed intenso di un piatto della tradizione che l'industria ha saputo portare in tutto il mondo.
 Il lesso e la mostarda
Non meno frequente sulle tavole cremonesi è il lesso, accompagnato dall'immancabile mostarda. Dolce e salato si fondono in un tutt'uno, unendo sapori che sembrano richiamare l'antica cucina romana.
Provincia leader dell'allevamento di bovini e terra di grandi salumifici, Cremona mette al primo posto proprio le carni, dopo le minestre, naturalmente. Il lesso cremonese può essere sia di manzo, arricchito nella cottura di zampe di pollo, ossa, verdure sia di gallina ripiena con mortadella, pane carne e formaggio. A quest'insieme di carni si affianca, immancabile, la mostarda, tipico prodotto di Cremona e del suo territorio.
La mostarda cremonese ha la stessa età del torrone o quasi: fatta con i frutti interi o a grossi tocchi, è diversa da quella mantovana a fettine o macinata.
 I dolci cremonesi
Fra i dolci tipici della terra cremonese non si può non citare il Torrone, un insieme di zucchero, miele e mandorle che deve la sua origine ai grandi festeggiamenti nel 1441 per il matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.
Ma non è questa l'unica leccornia della terra di Stradivari. Il Cremonese ha il suo dolce ruvido e sapido nella Sbrizulusa, sorella della torta mantovana. Sempre dai solchi esca la Bertolina, dolce tipico cremasco.
La Sbrizulusa è torta secca di farina di mais e di grano impastata con strutto, scorza di limone e un cucchiaino di liquore. La Bertolina è un dolce casereccio, anticamente prodotto con pasta di pane, ora con impasto per torte, ma sempre a base di uva fragolina. l bambunèen de la nòona sono semplicissimi biscotti che lo strutto rende friabili e si ingentiliscono con lo zabaglione. Altrettanto tipico è il Dolce Cremona, torta morbida di farina di mandorle, ricoperta di cioccolato.
Il Bussolano di Soresina, ciambella morbida, è invece segno di una tradizione culinaria ancora tutta familiare.
 I marubini in brodo, e i tortelli
Il marubino in brodo è senza dubbio il più classico dei primi piatti.
La sua origine risale nientemeno che alla metà del '400, a tramandarci la ricetta è lo stesso Platina.
Il ripieno del marubino deve essere di stufato: manzo, salamella o salame fresco all'aglio, poi Grana padano, e naturalmente brodo di terza.
Altro filone è quello dei tortelli di zucca che sono propri della bassa casalasca, ripieni di zucca, amaretti e grana, serviti al burro fuso.
Ma forse il tortello cremasco è quello che si distacca più dagli altri.
Caposaldo della cucina cremasca, il Tortello negli ingredienti è vicino a quello casalasco, ma è più elaborato nel ripieno.
Compongono la specialità cremasca: formaggio, grana, uva sultanina, mostaccino, cedro candito, mentine, noce moscata, limone, marsala all'uovo.
Il tutto è racchiuso da una sfoglia di pasta, rigorosamente fatta in casa.
Il piatto tipico cremasco ha un suo momento di gloria assoluta nella celebre e golosissima Tortellata cremasca che si tiene tutti gli anni a Crema a cavallo di Ferragosto.
 Il Torrone
Il Torrone deve la sua origine al matrimonio fra Bianca Maria Visconti e Francesco sforza, celebrato nel lontano 25 ottobre 1441. Per l'occasione i due signori di Cremona organizzarono un banchetto per ben 6000 invitati (così almeno afferma la tradizione) e divertimenti per tutta la città.
In questa occasione, sempre secondo la tradizione, i pasticceri cremonesi prepararono un dolce fatto di zucchero e mandorle, dando al curioso impasto la forma del Torrazzo, simbolo della città. Da qui sarebbe nato il nome di Torrone.
Con questa storia, Cremona si arroga il privilegio di considerarsi la patria del celebre dolce che da ottobre fino a tutte le feste natalizie non può mancare sulle tavole imbandite della festa.
 La Mostarda
La mostarda cremonese è la più diffusa ed è costituita da frutta mista.
Si usa soprattutto abbinata alla carne boUita, ma non disdegna di accompagnarsi anche con formaggi.
La mostarda fatta con i frutti interi o a grossi tocchi, diversa da quella mantovana a fettine o vicentina macinata, assicura un gusto del tutto particolare ai piatti della tradizione e si vende sfusa oppure nei tradizionali vasetti di vetro che ne esaltano i colori.
 I salumi
La civiltà contadina fa rima con salame, con allevamento di suini.
Il maiale era motivo di ricchezza per la gente dei campi, dalle carni del celebre animale si otteneva quanto bastava per sfamare intere famiglie. Da questa tradizione contadina nasce l'industria salumiera cremonese che vanta una notorietà internazionali, con marchi di assoluta qualità.
Il salame tradizionale cremonese, morbido con sentore d'aglio è meritatamente famoso. Al celebre salame si affiancano tutti gli altri prodotti generosamente elargiti dal maiale: mortadelle, prosciutti cotti e crudi.
li cotechino, il salame da pentola sono le altre specialità di un'arte salumiera che ha saputo coniugare tradizione e qualità.
 Provolone e formaggi
Il fiume di latte che esce dalle stalle cremonesi finisce in buona parte in caseificio per diventare Grana Padano oppure per dare corpo al prelibato Provolone, ormai divenuto un prodotto tipico della terra cremonese.
Al Provolone si aggiungono i formaggi molli, come il Pannerone di Pandino. Il piatto di formaggi è dunque immancabile sulle tavole cremonesi.
 Melone di Casteldidone
L'origine del melone è tuttora incerta, c'è chi lo fa risalire nientemeno che all'antico Egitto. Una cosa è certa: il melone col suo colore dorato e la ricca polpa, ha una patria di elezione: Casteldidone, diventata la capitale del celebre frutto.
Il valore nutritivo del melone deriva soprattutto dalla ricchezza di zuccheri, vitamine e sali minerali. E dotato di proprietà rinfrescanti e coadiuvanti dei processi digestivi.
Celebre è l'abbinata del melone con un buon piatto di salumi, un'accoppiata immancabile sulle tavole estive dei Cremonesi.
 Prodotti tipici:
 I risotti e le minestre
 Il cotechino e gli insaccati
 Il lesso e la mostarda
 I dolci cremonesi
 I marubini in brodo, e i tortelli
 Il Torrone
 La Mostarda
 I salumi
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