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Casalmaggiore

 
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Storia - È la terza città della provincia per numero di abitanti, dopo Cremona e Crema. Posta sulla riva sinistra del P0, nella zona sud-orientale del territorio cremonese, si protende verso l’Emilia. Un grande argine maestro la difende dalle possibili inondazioni del fiume. Il toponimo deriverebbe dalla presenza di un grande accampamento romano (castra malora) voluto dall’imperatore Ottone nel 69 d.C. nel corso della lotta con Vitellio (il quale aveva posto a Viadana il suo “castra Vitelliana”), oppure potrebbe essere di origine più tarde, al tempo delle invasioni barbariche, tra il IV e il V secolo, I primi documenti riguardanti Casalmaggiore sono pergamene del IX secolo in cui viene menzionato come “Castrum Casalis Maioris”. In epoca medioevale fece parte del ducato di Brescia: ebbe importanza strategica notevole per Io sbocco sul fiume e per la strada che lo collegava direttamente alla capitale del ducato. In seguito, passò al duca di Ferrara; di queste terre venne investita Matilde di Canossa. Nel XII secolo entrò sotto la giurisdizione di Cremona, all’epoca libero comune. All’inizio deI XVI secolo dovette subire l’infeudazione per l’arrivo di milizie francesi, rinnovata dall’imperatore Massimiliano I e da Carlo V. Si alternarono i Gonzaga, i Marini, i Dos Salvos, i Salvaterra. Nel 1649 Casalmaggiore riacquistò l’autonomia e nel 1754 ricevette il grado di città per decreto di Maria Teresa d’Austria, costituendo in seguito capoluogo di una provincia. Nel 1805, sotto il regno d’Italia napoleonico, entrò a far parte del dipartimento retto da Cremona. Sotto il dominio austriaco costituiva terra di confine: bastava attraversare il P0 per ritrovarsi nel ducato di Parma e sfuggire alla polizia. Nel 1862 la città ospitò Giuseppe Garibaldi, tra l’entusiasmo della popolazione. La frazione di Vicobellignano, nei secoli della Riforma, diventò un attivo centro protestante, tornato al cattolicesimo soltanto nell’800.
Arte- Cuore della città è piazza Garibaldi (definita popolarmente “listone”), dove spicca il palazzo comunale di linee gotiche, edificato su progetto di Giacomo Misuraca tra il 1891 e il 1895. La costruzione, a due piani in mattoni a vista, presenta un corpo centrale su cui si eleva la torre campanaria; le finestre e le arcate del portico sono sottolineate da cornici di marmo bianco. Il Duomo fu iniziato nel 1840 secondo il progetto dell’architetto casalasco Fermo Zuccari; l’edificio ha pianta a croce greca con un’ampia navata centrale e due navate minori su cui si aprono delle cappelle. La grande cupola è alta 53 metri e mezzo. L’interno conserva pregevoli opere: l’Ultima Cena del Malosso, le Quattro Virtù Cardinali del Borroni, il Cristo nell’Orto del Gavassetti ed una Madonna con santi di scuola veneta. Di fronte ai Duomo la chiesa di S. Chiara risale agli inizi dei XVI secolo; ha pianta ottagonale e presenta una doppia serie di portici sovrapposti. Nell’annesso convento restano tracce di affreschi tardo gotici, tempere murali dei Ghislina e un Crocifisso ligneo gotico. La chiesa di S. Francesco, dei secolo XIV, sorta con l’annesso convento come sede di una comunità religiosa, fu riedificata in forme neogotiche nei 1918; conserva due tele del Mastelietta (XVI secolo) del ciclo di S. Francesco, un’Annunciazione dei Malosso, il Cristo deposto, opera marmorea di scuola lombarda dei XVI secolo ed i resti di un polittico quattrocentesco in terracotta. Più volte restaurata, la chiesa di S. Leonardo ospita dipinti interessanti, come anche la chiesa della Beata Vergine (detta anche dell’ospedale), edificata nella seconda metà dei ‘500. Tra gli edifici civili, il palazzo noto come “La Scaletta” per via dei gradini d’accesso si erge in forme proto-rinascimentali in piazza Turati; palazzo Manganelli in via Baldesio è un tipico edificio rinascimentale lombardo, con portico e fregio di putti. In via Favagrossa il palazzo Mina-Tentolini, di stile neoclassico, presenta in facciata un timpano ornato di bassorilievi allegorici; sopra le finestre dei primo piano si trovano fregi e metope. Dell’antico sistema difensivo resta solo il torrione estense nei pressi del fiume. Fuori dall’abitato è il Santuario della Beata Vergine della Fontana, fondato nel 1463. Di linee gotiche, ha la facciata tripartita con lesene e portale rinascimentale. L’interno a tre navate con presbiterio sopraelevato è abbellito da affreschi di scuola cremonese e parmense del ‘400 e ‘500. Una pietra tombale ricorda che qui fu sepolto il pittore Francesco Mazzola (detto il Parmigianino), morto a Casalmaggiore nel 1540. Patrono di Casalmaggiore è S. Carlo, festeggiato il 4 novembre. Di rilievo la fiera di piazza di Spagna, la prima settimana di luglio.
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