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Crema

 Municipio: p.zza Duomo 25
 Frazioni: Castelnuovo Ombriano - San Bartolomeo dei Morti - Santa Maria della Croce - Santo Stefano Vairano - Vergonzana
 Carabinieri: via Meneghezzi 14 tel. 0372203255
 Polizia municipale: via Macello tel. 0373894212
 Polizia stradale: via Macallè 9 tel. 0373256740
 Elettricità: tel. 0373203196
 Gas: tel. 0373894300
 
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Storia - L’origine di Crema è incerta; si ritiene che, in seguito alle incursioni longobarde del VI secolo l’isola Fulcheria (cioè la zona elevata rispetto alla pianura alluvionale del Lago Gerundo) fosse rifugio di un gruppo che, per scopi difensivi, verso il 570 iniziò la costruzione di una piccola rocca. Essa prese il nome di Crema forse da Cremete, signore di Palazzo Pignano, oppure da un termine bizantino che significa rialzo, dosso in effetti, nel nucleo cittadino più elevato è riconoscibile un “castrum”, cioè un borgo fortificato, di impianto bizantino. Nell’XI secolo Crema si avvia diventare una vera e propria città ed un libero Comune, assumendo il ruolo di Palazzo Pignano, appena distrutta. Si insediano in città i Benedettini e gli Umiliati, Crema si affranca dalla giurisdizione del vescovo di Cremona e si allea con Milano contro Cremona, Como e il Barbarossa. Dopo un lungo assedio, nel 1160, viene saccheggiata e distrutta dall’imperatore, le mura smantellate; i resti sono ceduti ai cremonesi. Con la ricostruzione, il centro si allarga e si riorganizza in quartieri con compiti difensivi: al 1309 risale la codificazione scritta del diritto, contenuta negli “Statuti municipali”. Dopo le lotte fra guelfi e ghibellini, appartenne dal 1335 al 1449 ai Visconti (escluso il breve periodo di signoria del guelfo Giorgio Benzoni, 1403-1423). A questo periodo risale la ricostruzione del duomo, l’edificazione del primo monastero di 5. Chiara, del convento dei Domenicani, del convento di S. Agostino, del castello di Porta Ombriano (demolito dai veneziani) e la torre di palazzo pretorio. La città passò alla Serenissima nel 1449, con importanti funzioni strategiche contro il ducato di Milano, chiudendo il centro abitato medioevale con una nuova cerchia muraria (1488). L’economia (soprattutto la tessitura del lino, i mulini) era fiorente e vivace, i commerci con i centri minori affacciati sulla palude del Moso intensi. Piazza del Duomo subì importanti trasformazioni dal 1474, con l’edificazione del Torrazzo, del palazzo comunale e di quello vescovile (dal 1580 venne istituita la nuova diocesi di Crema), le abitazioni si poterono allargare con portici e colonnati. Nel ‘550 furono avviati anche i lavori delle chiese di S. Maria Maddalena, S. Spirito, S. Giacomo e S. Chiara, S. Bernardino e S. Giovanni Battista (in una mappa del 1741 si contano 32 chiese e 15 monasteri entro le mura). Nuove costruzioni rinascimentali contribuirono a dare una immagine nuova alla città: i palazzi Vimercati Sanseverino, Donati, Zurla-De Poli, Crivelli e Benzoni, tra i secoli XVI e XVII. Con il Seicento, iniziò la decadenza: un’epidemia di peste decimò la popolazione, l’industria manifatturiera crollò; nel Settecento si ebbe una ripresa demografica, con la costruzione di nuovi edifici in stile barocco, mentre sorse (unico nel Cremasco) un filatoio per la seta. La dominazione veneziana terminò neI 1797 con la pace di Campoformio; Crema entrò nella Repubblica Cisalpina; sotto il dominio francese, il Comune (aggregato a Lodi) crebbe notevolmente. Nel 1803 divenne città aperta e così vennero demolite Porta Serio e Porta Ombriano. Durante la dominazione austriaca, venne aperto nel 1847 il Campo di Marte per le manovre delle guarnigioni di fanteria e cavalleria. Nell’Ottocento ci furono limitati interventi urbanistici (illuminazione stradale, pavimentazione); la costruzione di due poli industriali )il Linificio Canapificio del 1860 e l’Acciaieria e Ferriera, di alcuni decenni più tardi) insieme con la creazione della stazione sulla linea ferroviaria Cremona-Treviglio, costituirono le premesse per ulteriori sviluppi. Solo dopo l’Unità d’Italia fu intrapresa un’opera complessa di trasformazione dell’assetto urbano, con la creazione di muove vie e piazze, come l’attuale via Manzoni, aperta nel 1870, resa accessibile a vie e carrozze.
Arte - Il monumento cittadino di maggior rilievo è il Duomo, intitolato a S. Maria Assunta, posto nel cuore cittadino e circondato da edifici storici. Fondato per la prima volta durante il tardo impero, dopo la distruzione del 1160, venne riedificato a partire dal 1284 (con il ritorno della chiesa cremasca alla giurisdizione di Piacenza). I lavori, che si conclusero neI 1341, furono opera di tutta la cittadinanza; lo stile è gotico-lombardo, con l’impiego promiscuo dell’arco a sesto acuto e a tutto sesto. La facciata è a un solo portale (duecentesco, in marmo, con le statue della Madonna con Bambino, di S. Giovanni Battista e di S. Pantaleone, patrono della diocesi), diviso in tre parti da semicolonne che sorreggono archi a tutto sesto, con ai centro un rosone marmoreo. L’interno è a tre navate e termina con tre absidi rettilinee. Ospita, tra le altre, una grande tela del pittore cremasco Vincenzo Civerchio raffigurante S. Sebastiano e tra i Santi Cristoforo e Rocco (1518). La Cappella del Crocifisso accoglie un grande crocifisso ligneo di fattura trecentesca, oggetto di venerazione popolare; dietro l’altare maggiore, un’altra opera del Civerduio, l’Annunciazione, del 1523. Il campanile trecentesco, alto 58 metri, prolunga il fianco meridionale. Sulla piazzetta a sinistra del Duomo si affacciano il Vescovado (edificato tra il 1548 e il 1549, il portico fu aggiunto nel 1555), il Palazzo Pretorio (del 1550, riformato poi nel ‘600), il Palazzo del Comune (del 1525, a sostituire il Palazzo Vecchio, medioevale). Sui lato ovest della piazza, la facciata include anche l’arco rinascimentale del torrazzo, adattamento del 1525 di una precedente torre medioevale. Tra le chiese degne di interesse artistico, S. Giovanni Battista (del 1583), con una facciata semplice ed elegante, affrescata nel 1636 dal cremasco Gian Giacomo Barbelli, come, la Madonna della Grazie (1601-1613), con la facciata formata da due ordini sovrapposti. S. Benedetto (primo quarto del ‘600) è la più vasta delle parrocchiali cittadine; caratterizzata dall’intonaco in calce bianca forte, di forme barocche, conserva quadri, affreschi e stucchi del Bardelli. La SS. Trinità è un vivace edificio barocco a due facciate omate di pinnacoli in pietra e bassorilievi in cotto; La chiesa di S. Giacomo Maggiore (1595, con un rifacimento barocco del 1784) contiene la pala del Battesimo di Gesù del Civerchio la pala di S. Giacomo in viaggio verso la Spagna dei pittore cinquecentesco Carlo Urbini. S. Bernardino ospita opere di tutti i pittori locali (Barbelli, Piccinardi, Lucini, ...) compresi tra ‘500 e ‘700. La Chiesa di S. Domenico (iniziata neI 1463) ha una unica navata con una serie di cappelle a volta; nell’ex convento di S. Agostino (iniziato nel 1439) ora è ospitato il museo civico e la biblioteca. Nel refettorio sono conservati grandiosi affreschi di Pietro da Cemmo (1507). In posizione isolata sorge la Basilica di S. Maria della Croce, edificata alla fine del 1400 su progetto dell’architetto lodigiano Luciano Battaggio, allievo del Bramante. La costruzione, che spicca per la bicromia del bianco e del mattone, è rotonda e presenta quattro ordini sovrapposti. L’interno ha pianta ottagonale con quattro nicchie inserite nella muratura e altrettanti bracci di croce aperti in essa. Conserva la pala dell’Assunta di Benedetto Diana, l’Adorazione dei Magi e la Deposizione di Bernardino Campi e la Natività dei Antonio Campi. Tra i palazzi cittadini, della fine del 500 è Palazzo Vimercati Sanseverino, con un monumentale portale incorniciato da semicolonne; Palazzo Benzoni, del 1627, presenta un portale adorno di telamoni che sostengono il balcone; Palazzo Bondenti (ora Terni-Gregory) è di fine ‘600, con un notevole scalone rococò, cicli di affreschi e decine di ritratti; Palazzo Benvenuti si distingue per lo scalone a tenaglia (1756) e la balaustra marmorea in stile barocchetto.
Gastronomia - Il piatto tipico è costituito dai “tortelli cremaschi’, fatti con ripieno di amaretti, cedro, mentine, uvetta, noce moscata, “mustasì’, formaggio grana. Vengono poi conditi con burro fuso e salvia. E cosparsi di abbondante formaggio. Altro piatto tipico è la ‘Bertolina”, torta farcita con uva clinton dal sapore piacevolmente acidulo. Per entrambi i piatti si organizzano apposite sagre (rispettivamente in agosto e settembre). In alcuni locali si possono ancora gustare specialità a base di oca e anatra, come lo squisito (ma raro) salume d’oca. Da non perdere anche il saporito salame “crespone”.
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